venerdì 28 agosto 2009

Una seconda chance ai libri, riciclarli e risparmiare

Leggere è una gran cosa, ti apre gli orizzonti, ti riscalda il cuore, ti illumina la mente.

Pare che noi italiani leggiamo pochi libri, anche se ogni volta che vado in libreria trovo sempre un discreto numero di clienti.

Però, il prezzo di un piacere effimero o di un sapere duraturo inizia a diventare pesante per le nostre tasche, come niente ti arrivano bastonate da 22 euro per un romanzo che leggerai solo una volta o 60 euro per un manuale non universitario. Così noi compriamo questi invitanti tomi, spendiamo una tombola e magari li lasciamo lì, a impolverare insieme alla colpevolezza di aver "ucciso" un albero per un solo attimo di sapere.

Atteggiamento poco ecologico, soprattutto perchè molti libri non li apriremo mai più, e allora tanto vale liberarli e farli rivivere nelle mani di altre persone.

Per fortuna, cè una nutrita scelta che ci consente di fare questo, risparmiare carta, soldi e di rispettare l'ambiente.

Inizio subito scartando l'ipotesi "prestito agli amici" perchè sappiamo tutti come va a finire, ma il "prestito ai parenti" resta sempre una validissima opportunità, soprattutto quando i parenti (del mio amore) comprano decine di libri al mese :-)

Per tornare quasi seri, sul web si è ampiamente diffusa la moda del bookcrossing, che consiste nel cedere un proprio libro a un'altra persona con la promessa che quest'ultima lo ceda a sua volta dopo averlo letto. In questo modo la stessa copia cartacea di un libro può arrivare a essere letto da decine di persone, le quali volendo potranno anche aggiungere frasi, note, messaggi che vanno ad arricchire la lettura.

Il sito più famoso di bookcrossing è http://www.bookcrossing-italy.com/

Altre alternative sono costituite dallo scambio di libri; su anobii ad esempio si mettono a disposizione degli utenti i libri che si vogliono scambiare o anche regalare, si cercano i libri che ci interessano e si contattano i possessori per chiedere se sono disposti a barattare i loro libri con i nostri.

Su bookmoch invece , un data base a livello internazionale, c'è un sistema a punti: inizi caricando nel db dieci libri che vorresti cedere e guadagni un punto, punto con il quale puoi richiedere un libro che ti piace. Quando effettui una spedizione a chi ti ha fatto richiesta di un libro, guadagni un punto, che ovviamente potrai usare in seguito. Un punto, un libro, semplice e rigorosamente gratuito.

Nel web poi, c'è un nutrito numero di siti che vendono libri usati a prezzi interessanti, oppure la catena di librerie Mel Bookstore ha un ampio catalogo di libri usati che offre al 50% se in buone condizioni o anche a prezzi inferiori, libri che molto spesso compra dai privati cittadini che si presentano in libreria con la loro sportina di libri (il prezzo che offrono è però molto basso, si aggira intorno al 10-15%).

Una grossa novità poi, è rappresentata dal libro in formato elettronico (e-book), che azzera completamente l'impatto ambientale e che dovrebbe consentirci di risparmiare sull'acquisto delle nostre letture. Direttamente sul pc o attraverso lettori appositi che non affaticano la vista e consumano meno dei pc (e consentono addirittura di scrivere appunti, memo, tag sul libro che stiamo leggendo), potremmo avere la possibilità di portare migliaia di libri in un contenitore grande come un'agenda e dello stesso peso.

Dico potremmo perchè in Italia non si è ancora diffusa la cultura dell'e-book, sono rarissime le case editrici che usano questa forma di diffusione e esiguo il numero di titoli messi a disposizione. Peccato, perchè se pensiamo alle centinaia di migliaia di libri che ogni anno le case editrici mandano al macero a me viene un pò di rabbia...

Per finire, c'è un'ultima via per dare nuova vita ai nostri libri o per accrescere la nostra cultura: donare alle biblioteche (ma anche alle scuole, ai carceri, agli istituti) e prendere in prestito dalle stesse.

Buona lettura!

venerdì 21 agosto 2009

Ragionamenti Bio intorno a un piatto di prugne

E' incredibile come la natura ci metta di fronte a centinaia di variazioni su uno stesso tema.

E' meraviglioso scoprire che un frutto è uno, nessuno e centomila, e che per ogni tipo che si mangia si assume un colore diverso dello spettro; la prugna si presta benissimo a questa piacevolissima scoperta, offrendoci in questa stagione sempre un volto diverso.

Esistono le prugne piccole e selvatiche, gialle e rosse dal sapore zuccherino squisito; ci sono le susine, quelle viola a punta con una polpa gialla delicatissima e estremamente indicate per fare delle deliziose marmellate casalinghe; ci sono le prugne gialle giganti, un trionfo di dolcezza, le sangue di drago da colore esterno rosso/verde e dalla croccantissima e asprigna polpa rosso sangue; ci sono le prugne nere fuori e bianche dentro, un piacere affondarci i denti. E poi ce ne sono tantissime altre, che nel periodo estivo si alternano o si contendono i favori degli acquirenti.

Noi, per non sbagliare, ne compriamo sempre un pò di tutti i tipi, e quasi ogni giorno ci prepariamo un piatto coloratissimo e ricco di gusti sempre nuovi.

Noi, però, compriamo la frutta fresca al mercato, da un contadino che vende al pubblico e che non usa i metodi dell'agricoltura convenzionale. Il contadino lavora come lavorava suo padre e il padre di suo padre prima di lui, ha rispetto della sua terra al punto che mai e poi mai taglierebbe un albero per fare spazio a un "business" diverso da quello che ogni giorno lo fa stare piegato a contatto intimo con la stessa terra. Il contadino non è certificato Bio, ma le brave persone non hanno bisogno di certificazioni per dimostrare la loro buona fede. Soprattutto, sono i suoi prodotti che non mentono: ogni settimana espone frutta e verdura diverse dalla precedente, porta quello che la sua terra produce e non quello che tutti gli altri fruttivendoli hanno esposto in maniera identica in tutti i banchi d'Italia. Sarebbe inutile star qui a portare prove che avallano le mie tesi perchè non c'è bisogno di convincere nessuno; tuttavia, il sapore di questi ortaggi è nettamente superiore a quanto potremmo mangiare altrove, e chi ci viene a trovare si stupisce sempre della bontà di quello che mettiamo in tavola, e nel caso di frutta è ovvio che non può essere "frutto" delle nostre doti culinarie.

Per tornare a noi, un altro indizio tradisce l'animo antico di questo contadino: espone sempre frutti che difficilmente si riescono a scorgere altrove.

E qui torniamo alle nostre amiche prugne, le quali insieme a tanti altri vegetali gli fanno onore: in quarant'anni di (presumibile) onorata vita masticatoria, mai e poi mai avevo visto in un mercato (e tantomeno nei negozi di pseudoalimenti chiamati supermercati) tanta varietà, ma soprattutto mai e poi mai avevo mangiato le sangue di drago o le dolcissime selvatiche.

Perchè, mi viene da pensare? Ma perchè l'agricoltura convenzionale è monocultivar, non si mette lì a curare piante secolari ma riduce i campi di frutta e verdura in filari ordinati di una sola specie di ortaggio per poterla gestire al meglio, farla maturare nello stesso tempo, propinare le stesse dosi di fertilizzanti al petrolio, insetticidi al petrolio, conservanti al petrolio. Così si riducono i costi e con tutto quel petrolio riescono pure a semimbalsamare il prodotto e farlo durare per settimane anzichè pochi giorni come la natura avrebbe previsto.

E quindi, quale potrebbe essere la differenza tra il contadino che preserva le sue varietà per offrire a sè stesso e a noi frutti antichi ma ahimè sconosciuti ai più, e l'imprenditore convenzionale?

Potrebbe essere la stessa differenza che c'è tra un racconto che riscalda l'anima e un sms pubblicitario

Potrebbe essere la differenza che passa tra un mondo di colori che rallegrano gli occhi e distendono la mente e un triste nonchè inutile volantino in bianco e nero

Potrebbe essere la stessa differenza che c'è tra un bagno in un mare limpido e cristallino e quello fatto nella piscina condominiale 4x4 mt, ricca di dannosi miasmi e sempre con la stessa acqua.

Abbiamo perso molto negli ultimi 50 anni "grazie" all'agricoltura convenzionale e ai jet che portano il cibo da un angolo all'altro del continente...

Aabbiamo perso migliaia di specie di piante, sacrificate in nome della resa agricola, abbiamo perso la capacità di percepire decine e decine di sfumature di gusto perchè a tavola ci arrivano sempre le stesse 30/40 specie e tra l'altro pure maturate artificialmente perchè vengono raccolte quando sono ancora verdi, abbiamo perso la gioia di aspettare la stagione estiva per mangiare il cocomero, quella autunnale per le castagnate, e quella invernale per le mele.

Abbiamo perso la possibilità di vivere in mezzo a mille colori e nutrirci delle loro differenti e vitali vibrazioni, abbiamo perso il piacere di andare per boschi e scoprire tra i rovi dei frutti deliziosi, abituati come siamo a mangiare quelli "allevati" che sanno di acqua, abbiamo perso il contatto con la terra che solo chi la ama sa trasmetterci, e per questo consentiamo alle imprese convenzionali di inquinare i nostri corpi, i nostri sogni, le nostre scelte.

Abbiamo perso la naturalezza di giocare con la terra, di sporcarci e di rivoltarci dentro di essa, temiamo di staccare un frutto dall'albero e mangiarlo così com'è perchè "se non c'è l'amuchina ci prendiamo germi e batteri", siamo asettici, asfittici, stitici dentro e fuori.

Per quello che mi riguarda, non è poco, e sinceramente non me ne faccio nulla di dieci, cento, diecimila articoli che denigrano o tentano di sputtanare l'agricoltura biologica, perchè quello che questi signori non capiscono è che comprare cibo non è solo sborsare quantità il più possibile minime di denaro o nutrire il proprio corpo per sostentarci e andare a lavorare 12 ore al giorno.

Il cibo è vita, gioia, poesia, contatto con la madre terra, nutrimento per l'anima e molto altro. E le prugne del mio amico contadino oltre a nutrire il mio corpo riescono a fare tutto il resto. La lattuga radioattiva, proprio no.

martedì 28 luglio 2009

Dietro lo steccato... parte I

Cosa c'è dietro quel bellissimo steccato che vediamo da lontano, tutto verniciato di nuovo e tirato a lucido? Un giardino rigoglioso, uno splendido orto o del terreno incolto pieno di sterpaglie essiccate e tristi?

Vi è mai capitato di andare in giro e vedere delle belle case con una siepe curata o qualcosa di molto ricercato atto a difendere la privacy degli abitanti? A me si, e curiosando nonostante l'ostacolo, talvolta sono rimasta delusa nel vedere dei terreni disastrati, color paglia, con ciottoli scalzati e pure qualche crepa nel terreno. Delusa perchè l'interno stride con la facciata, delusa perchè la tua immaginazione ha "visto" in prospettiva una realtà diversa da quello che poi gli occhi hanno proposto.

Divago un attimo per dire che gli occhi di ognuno di noi "vedono" secondo gli schemi mentali che ci siamo costruiti, e che la realtà visiva di ciascuno cambia effettivamente a seconda delle esperienze, dei ragionamenti, delle emozioni vissute; ma questo è argomento che tratta meglio Joe Dispenza, io non sono in grado per ora...

Per tornare in argomento, così come lo steccato copre il deserto dei tartari, molto spesso una bella faccia truccata/stuccata (ormai non si fanno distinzioni tra uomini e donne) a regola d'arte potrebbe nascondere una situazione interna... preoccupante.

Ci preoccupiamo di proteggerci dal sole con l'ultimo ritrovato della tecnologia a schermo totale/definitivo, quando al sole ci si potrebbe stare senza protezione usando solamente il buon senso e restando il meno possibile intossicati.

Ci preoccupiamo di comprare l'ultimo ritrovato dell'estetica, nutriceutica, nanocosmesi, arriviamo addirittura ad anelare prodotti ecobiologici che perlomeno non creano ulteriori danni; osiamo, se costrette dalla moda, perfino il trucco minerale, che solo a poche persone ormai parrà una trovata frizzante ma che in realtà è, se non addizionato di plastiche o petrolati o olii, l'unico trucco che fa respirare la pelle.

Rasoi elettrici, pinze del demonio estirpapeletti, creme corpo ultrasatinanti, scrub ai sali del mar giorgio con oligoelementi provenienti da marte, sedute psicoanalitiche dall'estetista che ti fa l'elettroshock coi cavetti per toglierti l'adipe, e ancora fanghi, stucchi, rossetti catarifrangenti, profumi stordenti.

Facciamo di tutto per apparire tirati a lucido neanche fossimo una macchina metallizzata appena uscita dalla fabbrica.

Però... poi non curiamo nello stesso maniacale modo il nostro interno, quasi volessimo dimenticarci di funzionare ed esistere grazie al gran lavoro che dentro di noi fanno i nostri organi, i nostri vasi, le ossa, i muscoli, le cellule. Abbiamo aliti fetidi, feci orribili, rumori di interiora agghiaccianti, ma non ci preoccupiamo perchè a tutto c'è una soluzione: colluttori spaccacervelli, spray deodoranti per ambienti, carbone vegetale contro i "gas" impertinenti.

Ed è grazie alla soluzione pronta e facile per ogni problema che poi si trovano poche persone seriamente interessate ad avere prodotti che "tolgano le imperfezioni" dall'intestino, ad esempio. Se da un lato è un bene perchè ho paura di cosa potrebbero tirar fuori le industrie del (petrol)chimico, dall'altro non curarsi del proprio intestino pensando che tanto bene o male tutto va avanti senza il mio controllo è grave errore.

Ma è grave errore sottovalutare anche tutti gli altri organi e ghiandole endocrine, e tutto il costante lavorìo che quotidianamente fanno. Sappiamo bene che se qualcosa inizia a perder colpi poi tutto l'organismo gli va appresso, e sappiamo bene che spesso quando prendiamo delle medicine, poi ci scappa qualcos'altro e aumentiamo quantità e varietà di farmaci.


Per un aspetto sano, ma che sano lo sia davvero grazie al perfetto stato di salute e non all'ultimo fondotinta con pigmenti di scaglie di orata, è necessario che ognuno di noi si assuma la responsabilità di quello che mangia, che pensa, che respira.

Per non fare un topic chilometrico, direi che oggi possiamo iniziare parlando di cibo...

Trovo abbastanza controverso il fatto che a chi si cura della propria alimentazione gli si affibbino nomignoli simpatici quali maniaco, malato, ortoressico, mentre si consente allegramente a donne e uomini di stipare ettari di armadietti con decine di prodotti cosmetici e inquinanti. Voglio dire... se chi pensa alla sua salute è malato, cosa dovrei pensare di chi impiega due ore per prepararsi a uscire?

Perchè, allora, è fondamentale curare in modo attento e "maniacale" la nostra alimentazione? Per consentire al nostro organismo di ricevere le giuste quantità di nutrienti necessarie a far sì che tutto vada al meglio e che non si abbiano carenze o che, peggio, non si creino troppe tossine che poi dovranno essere eliminate. Molte persone si stanno convincendo dell'importanza di assumere frutta e verdura fresche più volte al giorno, ma non tutte. Tante sostengono che la frutta e la verdura hanno prezzi che non si possono permettere, ma dieci chili di anguria costano 4 euri, quando una fettina di carne da 200gr, con la differenza che, volendo, con l'anguria ci mangiano tre persone, con la fettina mi sa tanto di no.

E', come sempre, una questione di scelte e di informazione; è anche, come spesso capita, una questione di pigrizia mentale o abitudini troppo radicate. Le persone che comprano al discount (e di questo ne abbiamo già parlato) hanno l'illusione di pagare meno la merce che acquistano, ma il costo sociale ripartito sulla collettività e quello personale che cibo privo di nutrienti e di scarsa qualità provoca (http://biosipuo.myblog.it/alimentazione/) sulla salute delle persone è almeno dieci volte superiore al pagato iniziale.

Ma anche chi compra ai supermercati non ha molto da ridere: riempire i carrelli di pasti pronti, patatine, merendine, roba in scatola e insaccati non aiuta il nostro corpo a operare nel modo giusto. Lo sapevate che ogni anno ingeriamo chili di additivi?

Ci preoccupiamo di nascondere il brufolo che spunta, ma non di guardare lo scempio che provochiamo ad ogni pasto con un cibo sbagliato?

La prossima volta che entriamo in profumeria, farmacia, bocca del leone, pensiamo che forse per avere un bell'incarnato potremmo spendere i 50 euro che stiamo destinando alla cipria a una bella cesta di frutta per fare una settimana di dieta disintossicante. Oppure:

così come ci curiamo dell'esfoliazione della pelle, ricordiamoci che anche gli intestini hanno bisogno di fare uno scrub con fibre buone, per togliere i residui di feci dalle pareti

così come assorbiamo impurità e tossine dal viso con le maschere, ricordiamo che anche il fegato ha bisogno di un bel trattamento assorbigrasso e tossine con cure cicliche da ripetersi due volte l'anno

così come vogliamo controllare la cellulite spalmandoci e rispalmandoci per "depurare" i tessuti, ricordiamo che anche i reni hanno bisogno di essere depurati e, ogni tanto, lasciati riposare dagli stravizi e dalle bevute notturne.


Non è facile, non è argomento di conversazione parlare di come stanno le nostre interiora, anzi è tabù. Ma solo iniziando a conoscere e a capire che un bell'aspetto non può mai prescindere da una bella salute, riusciremo a ottenere pelle splendente e coloriti sani.

lunedì 27 luglio 2009

O sole mio

Un articolo pubblicato in tempi non sospetti (marzo) ma che, con le vacanze alle porte, ritengo sia molto utile:

Visto che ormai piove da eoni, volevo parlare di un argomento del quale sento in questo momento la forte mancanza: il Sole.

E quindi, in largo anticipo sulle vacanze estive, fare un ragionamento non scientifico ma assolutamente... umano, partendo da poche, semplici considerazioni.

Le ore di luce a disposizione di un organismo influiscono pesantemente sullo stesso: capita infatti che in inverno, quando non abbiamo la nostra scorta di "luce" quotidiana, ci si ritrovi un pò tristi, depressi, malaticci.

Il corpo ha bisogno di sole per fissare attraverso la pelle una vitamina indispensabile, la vitamina D . Ricordiamo però che non può essere sintetizzata dall'organismo se si applicano creme solari con un fattore protettivo superiore a 8.

Solo questi due punti dovrebbero indurci ad agognare il più possibile la vita all'aria aperta, cercando (laddove le temperature e la decenza lo consentano) di rimanere il più scoperti possibile e di godere dei benefici raggi del sole. Ma cosa c'è che non va?

Non va che il sole è gratis, che le multinazionali non ci guadagnano nulla a consigliarci bagni di sole e dolce far niente, è preferibile terrorizzare le persone e inculcargli l'idea che il sole è cancerogeno e che per preservarci dobbiamo comprare almeno due, tre differenti tipi di crema solare a stagione, meglio se di farmacia e costosa, sono le più efficaci!

Ma non solo, ci hanno inculcato l'idea folle (giustificata solo per chi ha particolari problemi) che anche in inverno dovremmo andare in giro schermati contro i pericolosissimi raggi solari invernali! Ma come, l'unico modo per far respirare il nostro corpo in inverno è attraverso la pelle del viso, e noi lo copriamo con quintali di trucco e schermi solari? Magari poi ci lamentiamo se abbiamo problemi alle ossa...

E poi, dulcis in fundo, ci copriamo anche gli occhi con oscurantissimi occhiali da sole, ottenendo così l'agognato effetto cripta tanto caro al conte Dracula. Guadagno su guadagno: ti vendo solari, occhiali da sole, schermi totali ma per venirti incontro e consentirti di pavoneggiarti con gli amici tivendo pure il sole sintetico, che fa danni clamorosi all'organismo.

Ma torniamo a noi: dopo gli anni in cui "abbronzati" lo erano solo contadini e manovali, e per questo all'epoca risultava sconveniente apparire colorati, è esplosa la moda del corpo color del cioccolato, dell'ambra, della fettina di pancetta cotta. Da un eccesso all'altro insomma...

Abbiamo sì bisogno di sole, luce e aria, ma come sempre le cose andrebbero fatte con giudizio e, tranne per chi ancora lavora all'aria aperta, pochi e conosciutissimi accorgimenti potrebbero evitarci tanti danni e apportarci molti benefici; gli accorgimenti sono talmente conosciuti che ci vegogniamo a scriverli qui , vero (vi prego di tralasciare la prima parte apocalittica e di iniziare a leggere da Principali Norme di prevenzione)?

Sfortunatamente molte persone, pur di andare in giro a dimostrare che riescono ad abbronzarsi come indigeni africani, rimangono ore e ore sotto il sole cocente, aggredendo di fatto la nostra povera pelle e gli strati sottostanti. "Ma uso la protezione", mi si potrebbe contestare...

Ricordate cosa è stato scritto prima? La protezione con fattore superiore a 8 impedisce la sintesi della vitamina D, come a dire che ti cuoci lo stesso e nemmeno trai il minimo beneficio.

Non solo, la maggior parte dei solari in commercio, anche quelli per bambini, contiene filtri chimici. La distinzione tra filtri chimici e fisici la trovate qui, ma vi basti sapere che da diverse fonti (e l'Australia sta conducendo all'uopo numerosi studi), emergono studi che stanno evidenziando la pericolosità dei solari a base chimica. Molto semplicisticamente, ma il web è ricco di spiegazioni, il solare con filtro chimico a "contatto" con il sole si surriscalderebbe (provocando anche la sensazione di aumento di temperatura) e modificherebbe le sue molecole, trasformandosi di fatto in "qualcosa" di non ben definito ma dannoso. I filtri chimici inoltre sembrano superare la barriera del derma, dal momento che tracce degli stessi si trovano addirittura nelle urine.

Pensiamo bene quindi a cosa andremo sulla pelle prima di fare un acquisto, ma pensiamo anche che non c'è atto più naturale che quello di godere dei benefici raggi del sole....

Per approfondire:

http://www.psichesoma.com/creme-solari-meglio-sapere-cosa-stiamo-spalmando-sulla-nostra-pelle/

http://www.paleodieta.it/lucesolare.htm

http://it.health.yahoo.net/print.asp?id=16465

domenica 26 luglio 2009

Benvenuti!

Benvenute e benvenuti in questo blog, che vuole essere uno spazio per condividere esperienze, emozioni, idee verdi sia per l'ambiente che per le persone.
Perchè Eco Armonie? Perchè vivere ecologico, pensare ecologico, inevitabilmente ci porta verso uno stato armonico con noi stessi e con la natura; il blog cercherà di portare delle pillole, degli spunti, dei fatti e magari talvolta esortazioni per andare verso questa direzione.
Prenderò gli articoli del mio blog biosipuò e li trasferirò man mano qui, integrando ovviamente questo spazio con tantissimi altri argomenti.

Spero che questo piccolo angolo di verde possa portarvi tanta tanta armonia!