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domenica 2 aprile 2017

La camminata sportiva


Ci siamo, è giunto il momento di iniziare ad aumentare il nostro movimento, e raggiungere livelli avanzati di attività fisica e di benessere.

I grandi magazzini Decathlon mi hanno "rubato" l'idea, e io ne approfitto per scansare un po' di lavoro, e approfittarne per andare a camminare.
Se una multinazionale come Decathlon focalizza così tante energie sull'argomento (camminata sportiva), ciò significa che un crescente numero di persone apprezza i benefici a costi minimi di uno sport davvero alla portata di tutti: minimi impatti sull'organismo, minimi impatti sul portafogli, massimi risultati.

E' per questo motivo, che il presente post sarà un richiamo continuo al sito Decathlon; ma attenzione, questo blog non è sponsorizzato da nessun brand e non prende soldi per pubblicizzare alcunché.

Dicevamo, la camminata sportiva. Ma cos'è la camminata sportiva?

"Qual è la differenza tra la camminata di tutti i giorni e la camminata sportiva? Il movimento del piede! Nel primo caso, il movimento viene eseguito inconsciamente; mentre, nel secondo caso, è completamente controllato.
Nella camminata sportiva, una corretta rullata del piede è essenziale per rafforzare i muscoli senza procurarsi infortuni. Allaccia le scarpe per la camminata sportiva e lavora ai «primi passi»!"   
( https://www.newfeel.it/consigli/la-camminata-sportiva-o-larte-di-rullare-il-piede-nel-modo-giusto-a_14478)
Il corretto movimento è spiegato molto bene qui di seguito:
"Nonostante il ritmo dolce, la camminata veloce esige uno sforzo da parte dell’organismo. Durante lo spostamento, il peso corporeo si trasferisce da un piede all'altro. La tecnica della camminata sportiva sta quindi in questo movimento del piede che gli consente di tollerare il peso corporeo, senza subirlo. Una sfumatura davvero importante!
Per proteggere le articolazioni, devi quindi prestare attenzione a eseguire questo trasferimento in modo bilanciato tra l’attacco del tallone al suolo e la spinta attraverso le dita.

L’obiettivo è di ottenere una maggiore ampiezza di movimento facendo rullare il piede per l’intera lunghezza: dal tallone fino alle dita.

Nella pratica, devi sentire le dita del piede sinistro spingere verso terra mentre il tallone destro esegue l’attacco a terra."
Tutte le spiegazioni su come camminare le trovate al seguente link:
camminata sportiva decathlon
Insieme a un programma di 4 settimane per iniziare la vostra attività fisica.
Siete pronte e pronti?
Si parte!!!



Ps: nel prossimo post del blog, si parlerà della giusta postura e della giusta velocità.
Per il momento, sappiate che qualsiasi ritmo che non vi consenta di camminare in maniera eretta (con il busto troppo sbilanciato in avanti o indietro), va rigorosamente rallentato.

Alla prossima.

domenica 19 marzo 2017

Camminare e muoversi nonostante tutto


Come procede la vostra personale camminata per la vittoria?
Il mese di febbraio ha visto una flessione delle mie prestazioni, non per mancanza di volontà ma per "prigionia lavorativa".
Ebbene, può capitare che ci siano dei periodi nei quali il lavoro è così copioso e pressante da impedirci di avere cura di noi stessi; ricordiamoci però che, a meno che dal nostro lavoro non dipendano la vita di qualcuno o l'economia di un'intera nazione, non può esserci nulla che superi in importanza i bisogni fisici fisiologici e psicologici di un essere umano.


Nei giorni infernali passati inchiodata davanti ad un computer per oltre nove ore, ho trascurato pesantemente il mio obiettivo, e camminato meno di un'anziana signora con l'accompagno.
Il mio umore è peggiorato, la mia salute è peggiorata, e anche le mie prestazioni lavorative.
Non è un caso che il Ministero della Salute indichi delle chiare linee guida circa pause e attività ripetitive, e se esiste un motivo per contravvenire agli obblighi lavorativi, questo è quello di ubbidire ai suggerimenti (ancora scarsi a dire il vero) che il Ministero ci indica: fare una pausa di 15 minuti ogni due ore, che, secondo le ultime notizie, diventerebbe una pausa di 10 minuti ogni ora.

La salute è il bene più prezioso che abbiamo, e cedere alle prepotenze di una vita che sembra non concederci tempo per noi, ci porterà prima o poi ad accumulare acciacchi e malanni a non finire.


Per questo motivo, il mese di marzo mi vede in netta ripresa: sto aumentando la media dei passi giornalieri (ora sono a 7000, considerando la debàcle di febbraio), e aprile mi vedrà impegnata a raggiungere quota 15000.
Ai 10000 passi canonici verranno aggiunti 5/7 mila passi di camminata veloce.
Ho anche iniziato ad esplorare altre forme di movimento... avete presente gli innumerevoli video delle famose sfide di trenta giorni? C'è davvero di tutto: come avere addominali d'acciaio in 30 giorni, come avere il sedere perfetto in 30 giorni, braccia invidiabili in 30 giorni...
Ho deciso che prenderò in considerazione le sfide più fattibili e meno dannose e userò le mie giunture per fare dei test di sicurezza. Verrete presto aggiornati sugli esiti, o in quale reparto di ortopedia venire a trovarmi.

A proposito: il 26 marzo le giornate si allungheranno. Siete pronti ad affrontare una stagione di risveglio fisico?






Buoni passi e buon risveglio!!!



domenica 26 febbraio 2017

10000 passi al giorno - quale "attrezzatura"?


Diciamoci la verità:
camminare per 10000 passi indossando delle scarpe inadatte o un abito che ci impedisce di muoverci, diventa un'impresa epica.

Ho memoria di due mie amiche, entrambe patite di vertiginosi tacchi a spillo: una passeggiata di dieci minuti per loro diventava un'agonia insostenibile, costrette com'erano su dei terribili trespoli che impedivano una corretta postura e un adeguato appoggio della pianta dei piedi.

Ecco... iniziamo subito col dire che, se indossiamo tacchi a spillo, ma anche semplici tacchi alti, l'obiettivo 10000 difficilmente sarà raggiunto. A meno che non resistiate a dolori, vesciche, calli, e tante altre belle cose.


Avete presente i film americani degli anni 80, quelli nei quali si vedevano donne in carriera vestite di tutto punto, camminare per New York indossando comodissime scarpe da ginnastica? Le stesse donne, una volta in ufficio, mettevano delle scarpe consone al loro look, ma per camminare, non osavano l'azzardo dello stiletto.

Quindi, se vogliamo camminare per vivere, dobbiamo avere la forza di indossare tutti i giorni un abbigliamento comodo, ma che non significhi sciatto, e delle scarpe che ci consentano di camminare, ma che non assomiglino ad un paio di sandali da frate.

Per la vita di tutti i giorni, se non ci è consentito indossare scarpe da running o da cross training (ideali per camminare), potremmo optare per delle comode ma eleganti sneackers, o degli stivali dalla pianta larga nei quali eventualmente inserire una soletta in gel.
Non sono necessarie attrezzature straordinarie, solo scarpe comode e abiti morbidi.

E' importante, se vogliamo mantenere questo obiettivo minimo, poter camminare tutti i giorni e a tutte le ore. Non è pensabile rimanere seduti e costretti in posture scomode per 10 ore, e sperare poi che un'ora di allenamento o tapis roulant al giorno diano la svolta salutistica alla nostra giornata.

Tratteremo a parte l'argomento riguardante la salute della colonna vertebrale, e speriamo sarà oggetto di un workshop nei prossimi mesi.


Ma oltre alla camminata nel quotidiano, di cosa abbiamo bisogno per poter apportare solo benefici da un esercizio alla portata di tutti?
Fuori dagli ambiti ufficiali e lavorativi, sono sufficienti una comoda tuta, delle maglie in tessuto traspirante e per le donne un buon reggiseno sportivo.
Per quanto riguarda le scarpe, come abbiamo scritto prima, ideali sarebbero delle buone calzature da cross-training, con un occhio di riguardo all'ammortizzazione, importante soprattutto se camminiamo prevalentemente su terreni duri come l'asfalto. In alternativa, e in parchi e boschi, vanno benissimo delle scarpe da trekking, che ci garantiranno anche il giusto "grip" in caso di piccole asperità del terreno.
Mai come per le scarpe, è importante scegliere la qualità e investire qualche soldino in più: sarà l'unica spesa che dovrete sostenere, per avere la libertà di praticare un'attività povera di spese, e ricca di soddisfazioni!

Buon cammino :-D



Nelle puntate precedenti...




giovedì 16 febbraio 2017

Il risveglio di Eva – Alice Miller

A volte cerchiamo dei libri anni, prima di trovarli e capire che se si erano nascosti fino a quel momento c'è sempre un motivo.


Altre volte, invece, ti arrivano tra capo e collo: non sapevi nemmeno che esistessero, ed ecco che un trafiletto, una parola, un guizzo, ti conducono a loro.


eva





Il risveglio di Eva appartiene alla seconda categoria, e non solo. E’ uno di quei libri giusti che arrivano al momento giusto, che riesci a comprendere appieno solo se hai già un seme della consapevolezza che l’autrice vuole trasmetterti.

E’ un libro scomodo, e l’autrice ci dice chiaro e tondo che le violenze subite da piccoli e inflitte dai nostri genitori, generano altre violenze, in una spirale a volte sempre più ampia. Miller afferma più volte nel corso delle pagine che coloro che agiscono con violenza sui propri figli, ma anche commettendo crimini verso sconosciuti, hanno subito violenze da bambini. La mente occulta, ma il corpo registra e al momento giusto, reagisce attraverso i suoi ricordi più antichi.

Molti di noi, troppi, ancora oggi sostengono che senza gli scapaccioni di mamma e papà non sarebbero le persone che sono oggi. L’autrice afferma che proprio queste nostre frasi sono delle giustificazioni nei confronti dei sacri genitori che, per la cultura bigotta che accompagna l’occidente (o parte di esso) non devono mai essere messi in discussione.

Così, chiunque di noi pensi che le botte e le vessazioni subite da piccoli  ci abbiano “raddrizzati”, starebbe in realtà negando il dolore, la paura, la confusione, il senso di mancata protezione e chipiùnehapiùnemetta che i nostri genitori ci hanno inflitto.

E’ vero che senza gli scapaccioni non saremmo gli stessi di oggi, ma cosa saremmo stati senza paure e con l’autostima che scaturisce dal nascere e crescere amati, protetti e sostenuti dalla nostra famiglia? Cosa saremmo potuti diventare, fino a dove ci saremmo spinti?

Quello che manca in noi, vittime di infanzie nostro malgrado violente, è il coraggio di giudicare i nostri genitori e di affermare che ci hanno fatto del male: senza il riconoscimento del male subito, non potremmo guarire.



Il libro è molto più di questo, e l’autrice analizza velocemente anche alcune nefaste figure  della storia moderna alla luce dell’infanzia avuta, avvalorando la sua tesi che “colui che subisce il male, il male restituisce”. Senza scomodare Hitler e Stalin, ci capita spesso di vedere o sentire ancora oggi genitori che ricorrono alle punizioni corporali e non come mezzo per educare i propri figli; Miller però afferma, e io condivido in pieno, che le botte o le umiliazioni generano paura, la paura uccide la libertà di essere sé stessi e costruisce persone chiuse, diffidenti, pronte a mentire a sé stesse e a tutto pur di non contraddire (leggasi prendere le botte) i sacri genitori.

Ammetto che fino allo scorso anno questo libro mi avrebbe forse incuriosita e suscitato qualche dubbio o spunto di riflessione. Oggi, invece, so che quello che l’autrice ha scritto 14 anni fa è stato, per me, come lo svelarsi di un pesante sipario (con accoltellamento immediato del protagonista).



Un ottimo spunto di riflessione ma anche di accettazione e riconoscimento del sé e del proprio vissuto.






Titolo  Il risveglio di Eva. Come superare la cecità emotiva

Autore  Alice Miller

Prezzo   15 euro

2002, 162 pagine brossura  Raffaello Cortina